Il teatro e la sua storia

Prima dell’attuale imponente sede in Piazza Martiri della Libertà, il teatro sorgeva lungo via Italia, dove la prima sala per spettacoli venne realizzata intorno al 1820, per volere dei fratelli Villani, appartenenti ad una famiglia piuttosto in vista nell’ambiente culturale biellese.
Questa prima sede fu progettata dall’architetto e pittore di corte Fabrizio Sevesi, nipote dei famosi scenografi e artisti Galliari di Adorno, che trasformò un preesistente edificio situato a Biella piano, all’incrocio tra via Italia e via San Filippo, di cui ancora oggi possiamo ammirare la facciata neoclassica.
L’obiettivo dei fratelli Villani era di “procurare agli abitanti un onesto passatempo per ingentilire i costumi e diffondere una tinta d’istruzione” affinchè la città di Biella, che aveva raggiunto un importante ruolo economico nello Stato Sabaudo, grazie alle numerose manifatture che si erano sviluppate, avesse di pari passo anche uno sviluppo intellettuale.
A causa della notevole affluenza di pubblico si rese necessaria la costruzione di un teatro più ampio e nel 1863 venne progettata la realizzazione dell’edificio nella sua attuale collocazione.
Nacque la “Società per la costruzione di un teatro” da intitolarsi “Teatro Sociale di Biella” e, per realizzarlo, si procedette alla vendita dei palchi a privati. Il progetto costruttivo venne affidato all’ingegnere Giuseppe Bollati, a cui si deve la realizzazione del complesso di edilizia privata di Piazza Statuto a Torino e la facciata posteriore di Palazzo Carignano. Il teatro venne arredato affiancando la sala per spettacoli a spazi per l’accoglienza, con guardaroba, salottini e fumoir, oltre a sale da gioco, da concerti e da ristoro, creando un complesso di notevoli dimensioni, non ancora completamente terminato all’atto dell’inaugurazione che avvenne il 25 agosto 1865 con “Un ballo in maschera” di Giuseppe Verdi.
Intorno al 1870 il Teatro Sociale era finalmente completato, ma, nella notte del 16 agosto 1892, un incendio danneggiò in modo importante la struttura, distruggendo soprattutto la platea ed il palcoscenico. L’unica parte che non subì danni fu la facciata.
L’interno del teatro venne immediatamente ricostruito, variando alcune proporzioni per migliorarne l’acustica e la visibilità, su progetto dell’architetto Achille Sfondrini, lo stesso che stava lavorando al Teatro Lirico di Milano. Una prima inaugurazione del teatro ricostruito avvenne con un ballo, in occasione del Carnevale del 1894, alla quale seguì, l’anno successivo, quella ufficiale con la rappresentazione dell’“Aida” di Giuseppe Verdi.
Altri lavori di restauro importanti vennero effettuati nel 1935, nel 1950 e nel 2002.
Durante i lavori del 1950 venne modificata la platea, alla quale venne dato un nuovo profilo, alzandola “a conchiglia” per migliorarne la resa acustica; dopo questo intervento si eliminò la possibilità di utilizzare la sala per i balli.
Per oltre un secolo la struttura, che dal 1997 è di proprietà del Comune di Biella, ha ospitato le più importanti rappresentazioni della stagione teatrale italiana, mantenendo nel tempo un elevato profilo qualitativo che colloca il Teatro Sociale “Cipriano Villani” come un’importante presenza del panorama teatrale italiano.